Operazione Occhione


In Italia la specie è considerata migratrice nidificante (estiva), parzialmente sedentaria nelle regioni meridionali e nelle isole maggiori e viene classificata quale specie particolarmente protetta ai sensi della Legge 11 febbraio 1992, n. 157 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio" (art. 2). La popolazione nidificante viene stimata in 1000-1500 coppie (Brichetti e Fracasso, 2004), concentrate in buona parte in Sardegna, con un generale trend negativo e con alcuni incrementi localizzati. Nelle regioni settentrionali vengono stimate 100/150 coppie. In Pianura Padana viene segnalato un progressivo decremento, nonostante siano noti trend positivi accertati lungo alcuni torrenti emiliani affluenti di destra del Po. Per la Lombardia non esistono informazioni certe relative a nessuna scala geografica. Daniele Pellitteri Rosa (2008) – che quantifica la popolazione italiana in 1000-1500 coppie e segnala anche per il nostro Paese una generale contrazione dell'areale ed un decremento numerico - evidenzia un progressivo decremento della specie anche lungo il Po di Lombardia e Piemonte. La popolazione regionale viene, infine, quantificata in meno di 10 coppie nidificanti. Tra le cause del declino vengono indicati diversi fattori antropici quali la distruzione, la trasformazione e la frammentazione degli habitat di riproduzione e di alimentazione e le uccisioni illegali durante il periodo primaverile. Sottolinea, inoltre, le problematiche legate all'uso di pesticidi, alla meccanizzazione agricola, all'estrazione di ghiaia e inerti e al disturbo turistico, all'addestramento cani ed al prelievo di uova e pulli. Dal rilevamento della primavera 2012 condotto dall'Associazione Uomo e Territorio Pro Natura tra la confluenza Scrivia e la confluenza Ticino nel Po pavese risultano presenti almeno 13 coppie.